Percorso riabilitativo all'uso della protesi di arto inferiore.

L’amputazione viene definita come la resezione del segmento distale di un arto, in seguito ad un intervento demolitore, causato da traumi (incidenti), o patologie (vascolari, diabete, tumori), o malformazioni congenite (focomelie, amelie).

La parte restante dell’arto amputato è detto moncone, la cui lunghezza di leva condiziona l’equilibrio muscolare.

Livelli di amputazione

In base al livello di intervento possiamo distinguere:

  • disarticolazione d’anca
  • amputazione transfemorale,
  • disarticolazione di ginocchio,
  • amputazione transtibiale,
  • disarticolazione di caviglia,
  • amputazione di Syme (mancanza di tutto il piede),
  • amputazione di Pirogoff I (amputazione completa del piede con conservazione del calcagno)
  • amputazione di Pirogoff II (amputazione completa del piede ad esclusione del calcagno che viene ruotato di 90° e posto a contatto con la tibia),
  • amputazione di Chopart
  • amputazione di Lisfranc
  • amputazione transmetatarsale
  • amputazione digitale.
La riabilitazione si compone, innanzitutto, di una valutazione globale delle condizioni generali del paziente:
ispezione della cute (colore, temperatura, cicatrice), parti molli e cutanee (stoffaggio del moncone), tono/trofismo muscolare, ROM (range of motion), rigidità, forza muscolare, conduzione nervosa, patologie associate, valutazione degli arti superiori e arto inferiore/moncone controlaterale, controllo del tronco, terapie farmacologiche in atto e analisi delle articolazioni residue. Altro fattore fondamentale durante la valutazione è il dolore, nonché le sue caratteristiche, localizzazione, intensità, durata, fattori contribuenti e fattori che lo riducono. Il dolore può essere provocato da cause esogene (cicatrice retratta, compressione, irritazione della cute); o da cause endogene (borsiti, flogosi, intrappolamento dei nervi, osteofitosi, insufficienza artero-venosa).

Arto Fantasma

La sindrome da arto fantasma è una delle caratteristiche tipiche del paziente amputato, è influenzata da diversi fattori (cambiamenti climatici, stress emotivo), può essere costante o intermittente, e più o meno intenso. In questo caso, il paziente percepisce la presenza del tratto corporeo mancante, che può essere a sua volta dolorosa o meno. È una sensazione che varia da un paziente all’altro e si manifesta perché le aree cerebrali deputate al controllo del segmento mancante permangono, e continuano a inviare segnali relativi all’arto mancante. Può essere trattata tramite la mirror therapy, esercizi neuro-motori, massaggio del moncone o indossando la protesi, a seconda del paziente in questione.
In seguito alla valutazione eseguita verrà sviluppato un piano di lavoro individualizzato, che si compone di tre parti: pre-protesica, protesica e addestramento all’uso della protesi.

 

La parte pre-protesica viene programmata sulla base delle esigenze individuali del paziente e prevede interventi mirati alla preparazione del moncone ai fini della protesizzazione. Bendaggio elasto-compressivo eseguito con pressione decrescente in senso disto-prossimale, linfodrenaggio manuale per favorire la riduzione di volume del moncone, terapia manuale e scollamento delle aderenze cicatriziali, terapia fisica, potenziamento e stretching per ristabilire un equilibrio muscolare. La parte protesica consiste nella prova della protesi, la comprensione dei meccanismi di funzionamento, l’utilizzo insieme al fisioterapista e l’integrazione della protesi nel proprio schema corporeo, attraverso una serie di esercizi specifici di distribuzione del carico, educazione all’esecuzione dei passaggi posturali, esercizi di equilibrio e propriocezione, esercizio terapeutico-conoscitivo,ecc.

LA DEAMBULAZIONE

Il percorso prosegue con la deambulazione, quindi l’analisi delle varie fasi del passo, inizialmente tra le parallele, per poi ridurre gradualmente gli appoggi, fino alla deambulazione libera senza ausili. Il paziente verrà seguito anche nei percorsi esterni, scale e piani irregolari, adottando quelle che sono per lui le migliori strategie consigliate dal fisioterapista. Alla fine di tutto il percorso, la cui durata varia a seconda delle condizioni generali di base, dal tipo di amputazione e dal tempo trascorso dall’intervento di amputazione, il paziente dovrà riacquisire la sua autonomia. Il successo del percorso riabilitativo sarà soprattutto garantito da un elevato grado di partecipazione e motivazione che dovrà animare il paziente dall’inizio alla fine, ovviamente sotto la guida di tutta l’equipe multidisciplinare che lo prenderà in carico. Ricordiamo, come disse qualcuno: “non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio”.
RIABILITAZIONE

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