La riparazione artroscopica delle lesioni del menisco: salvare il menisco per salvare il ginocchio.

Il menisco è un cuscinetto costituito da cartilagine fibrosa che si trova fra il condilo femorale ed il piatto tibiale all’interno dell’articolazione del ginocchio. In realtà esistono 2 menischi per ogni articolazione del ginocchio: il menisco interno (o mediale) ed il menisco esterno (o laterale).
Molti anni fa si riteneva che il menisco fosse semplicemente un residuo dell’evoluzione dell’essere umano del passaggio dal quadrupedismo al bipedismo. Non a caso, fino a circa 30 anni fa, la soluzione migliore per trattare una lesione meniscale era la rimozione completa del menisco (o meniscectomia totale). Tuttavia, già nel 1948, Thomas John Fairbank dimostrò come l’asportazione del menisco fosse deleteria per il ginocchio, causando una usura precoce dell’articolazione anche in pazienti giovani, definita come artrosi.
Il menisco svolge infatti un ruolo essenziale all’interno del ginocchio, permettendo una corretta distribuzione dei carichi e collaborando con i legamenti nel mantenere la corretta stabilità e mobilità del ginocchio

Come si rompe il menisco?

La lesione del menisco rappresenta una delle patologie più frequenti nel campo dell’ortopedia, con una incidenza di circa 70 casi ogni 100.000 persone. Ad esserne colpiti sono soprattutto i giovani sportivi, tuttavia non è inusuale che si possa verificare anche in persone di età superiore ai 50 anni. Nel primo caso, alla base della lesione vi è frequentemente un trauma, come una distorsione o una iperflessione. Nel secondo caso, invece, la lesione è di tipo degenerativa, ovvero secondaria al processo di invecchiamento del menisco a causa del peso eccessivo o di attività ripetute ed usuranti.

Quali sono i sintomi della lesione del menisco?

Il sintomo principale è il dolore articolare. E’ un dolore che si localizza a livello dell’articolazione, sul punto esterno od interno a seconda che sia interessato rispettivamente il menisco esterno o interno, rispettivamente. Inoltre, è un dolore che peggiora con il carico ed il movimento del ginocchio, mentre recede con il riposo. A volte, può accompagnarsi a sintomi meccanici, come sensazioni di ingombro o impossibilità ad estendere completamente la gamba; in questi casi occorre sospettare una particolare lesione del menisco, chiamata “a manico di secchio”. Infine, può associarsi anche a gonfiore dell’articolazione e scrosci articolari. Specialmente nelle persone di età maggiore, può presentarsi durante la notte, scatenato da alcune posizioni particolari del ginocchio (il cosiddetto “Sleeper sign”).

Cosa fare quando si sospetta una lesione del menisco?

In questi casi, è di fondamentale importanza rivolgersi ad un ortopedico specialista del settore, che potrà confermare il sospetto attraverso specifici segni e test clinici. Il sospetto clinico verrà confermato dall’esecuzione di una radiografia (da eseguire sempre in piedi!), utile ad escludere la presenza di fratture e a valutare la presenza di artrosi e di allineamenti patologici dell’arto. Altrettanto importante è l’esecuzione della risonanza magnetica nucleare, che permette non solo di visualizzare la lesione, ma di studiare anche le altre componenti del ginocchio, come i legamenti e la cartilagine. Recentemente, sta suscitando interesse l’utilizzo dell’ecografia per la valutazione delle lesioni meniscali, ma il suo utilizzo è ancora da considerarsi sperimentale ed indicato solo in pochi casi selezionati. Tuttavia, nessuno di questi esami presenta una accuratezza diagnostica del 100%; solo l’artroscopia di ginocchio permette di escludere o confermare la presenza della lesione meniscale.

Qual è il trattamento migliore per le lesioni del menisco?

Non tutte le lesioni del menisco vanno trattate allo stesso modo. Le lesioni degenerative rispondono molto bene al trattamento conservativo, basato su una adeguata rieducazione fisioterapica ed eventuale terapia infiltrativa intra-articolare con acido ialuronico. Solo nel 30% dei casi, il paziente non risponde a questa cura, e necessita di un trattamento chirurgico in artroscopia. L’artroscopia è una metodica poco invasiva, che permette di visualizzare e trattare la lesione con appositi strumenti miniaturizzati, mediante due piccole incisioni del ginocchio. In questi casi è possibile rimuovere solo la porzione lesionata del menisco (meniscectomia selettiva), mantenendo la parte integra e riducendo pertanto il rischio di sviluppo di artrosi precoce. Nel caso delle lesioni traumatiche, il trattamento chirurgico risulta necessario nella maggior parte dei casi. La novità degli ultimi anni è lo sviluppo di tecniche innovative che permettono di riparare il menisco sempre per via artroscopica. La riparazione può richiedere piccole incisioni accessorie, ma garantisce la preservazione del menisco e della funzionalità completa del ginocchio. I risultati sono buoni, con percentuali di successo superiori all’80% anche a distanza di diversi anni dall’intervento chirurgico, purché vengano eseguiti in centri selezionati ed in mani esperte. Numerosi studi hanno inoltre dimostrato come la riparazione del menisco prevenga lo sviluppo di artrosi precoce del ginocchio, in maniera inconfutabilmente superiore rispetto alla meniscectomia totale. I pazienti sottoposti a questo tipo di trattamento sono in grado di praticare attività sportiva con maggiore frequenza e con minor dolore rispetto ai pazienti sottoposti a meniscectomia.

Quali pazienti possono sottoporsi alla riparazione meniscale in artroscopia?

La letteratura internazionale ci insegna che i pazienti che più beneficiano di questo trattamento sono i pazienti giovani, con basso indice di massa corporea, in assenza di usura avanzata del ginocchio e con lesioni traumatiche. Le lesioni degenerative presentano una qualità scarsa di tessuto riparabile, e vanno incontro a fallimento molto più frequentemente. Il decorso riabilitativo del paziente sottoposto a riparazione è tuttavia più lento rispetto a quello del paziente sottoposto a meniscectomia: occorrono almeno 3-4 mesi prima che il paziente possa tornare a fare sport con regolarità, a fronte delle 4-6 settimane necessarie per il paziente sottoposto a meniscectomia. Tuttavia, questo sforzo in più sembra essere ricompensato dalla capacità del paziente sottoposto a riparazione artroscopica di praticare sport più a lungo e con minor dolore.

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