Un caso di raro voluminoso “Encondroma” del II metacarpo della Mano.

A livello della mano possono insorgere vari tipi di tumori, sia benigni che maligni.

I Tumori possono svilupparsi a livello cutaneo (es. carcinomi spinocellulari, carcinomi basocellulari, etc..), ovvero a livello dell’apparto muscolo-scheletrico ( ossa, muscoli, nervi).
Tra questi ritroviamo i condromi (tumori benigni che spesso interessano metacarpi e falangi), osteomi osteoidi e cisti aneurismatiche.
I tumori glomici sono dei piccolissimi tumori, tipicamente molto dolorosi, che insorgono spesso o sotto le unghie o sul polpastrello la cui caratteristica peculiarità è il livello molto elevato di dolore.
I tumori a cellule giganti delle guaine tendinee sono frequenti nella mano ed insorgono tipicamente in donne fra i 30 e i 50 anni. Si presentano come noduli duri sul palmo di dita e mano, asintomatici ed a lenta crescita.
I tumori dei nervi periferici (quali neurinomi, schwannomi) possono simulare in alcuni casi patologie nervose come la Sindrome del Tunnel Carpale .

Econdroma della prima falange del quarto dito della mano

Il trattamento dei tumori,sia benigni che maligni , è nella stragrande maggioranza dei casi chirurgico.
A seconda del tipo e della sede del tumore, la procedura chirurgica di asportazione deve essere eseguita nel rispetto più possibile delle strutture anatomiche che garantiscano il rispetto della funzionalità della mano in tutta la sua complessità.
Tra i tumori più frequenti c’è “ l’Encondroma.”
Con il termine “Encondroma” si indica un processo tumorale osseo benigno che coinvolge una cellula del tessuto cartilagineo presente nel midollo osseo.
Nella maggior parte dei casi questo tumore è benigno e colpisce nella mano prevalentemente falangi e metacarpi.

“Condrosarcoma”

In alcuni casi, tuttavia, può avere potenziale maligno ed evolvere in un tumore a prognosi più infausta detto “Condrosarcoma”. L’Encondroma colpisce prevalentemente pazienti tra i 20 e i 30 anni, anche se può interessare persone di qualunque età e sesso; Nella maggior parte dei casi è asintomatico e la sua “scoperta” avviene casualmente dopo aver eseguito una Rx della mano per altre ragioni.

Avvolte puo’ presentarsi in seguito ad un trauma a bassa energia che provoca proprio una frattura in sede di Encondroma a causa dell’indebolimento osseo che provoca il tumore stesso. Fatta eccezione per i casi in cui l’Encondroma è mutato in una neoplasia maligna, la patologia ha in genere una prognosi positiva.

In rari casi, inoltre, l’Encondroma può essere associato a due particolari condizioni cliniche:

Sindrome di Ollier: detta anche encondromatosi, che si manifesta con la comparsa di multipli encondromi situati in diverse regioni corporee; compare in età giovanile, con un’incidenza di 1 ogni 100000 e si caratterizza, oltre che per le evidenti deformità, anche per la maggiore frequenza, nei pazienti affetti, di fratture ossee.

Sindrome di Maffucci: è caratterizzata, oltre che per la presenza di multipli encondromi, anche per la presenza di emangiomi (tumori benigni delle cellule endoteliali che rivestono i vasi sanguigni); la malattia riguarda principalmente gli adolescenti e si manifesta con una localizzazione elettiva in corrispondenza delle falangi delle mani, che possono essere sede di deformità e fratture.

Il trattamento dell’encondroma è chirurgico è nella maggior parte dei casi è sufficiente un piccolo accesso chirurgico per “svuotare” l’Encondroma e riempire la cavità con un sostituto di osso o con innesto di tipo “spongioso” prelevato da altra sede anatomica.

Nel caso che vi presentiamo l’Encondroma si presenta come una voluminosa massa erosiva del II metacarpo della mano sn.

Tale evoluzione, estremamente rara, è dovuta alla trascuratezza da parte del paziente.

Per tale motivo è stato necessaria una radicale escissione chirurgica della massa erosiva e la ricostruzione della parte di metacarpo rimossa con un innesto cortico-spongioso prelevato dalla cresta iliaca.

L’innesto veniva stabilizzato al rimanente metacarpo con una placca e viti.

Il risultato clinico e radiografico è stato la completa ripresa funzionale della mano con un’ottima osteointegrazione dell’innesto cortico-spongioso con il II metacarpo

Recupero fisiologico

Controllo clinico

Controllo clinico a tre mesi con recupero fisiologico della flessione attiva e passiva del II dito.

Controllo clinico a tre mesi con “restituzio ad integrum” anche dell’estensore proprio del II dito.

— Dr. Massimo Abate —

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